domenica 29 marzo 2009

Io contribuisco al disboscamento del pianeta


Ogni qual volta mi interessa leggere un articolo che trovo in rete sono costretto a stamparlo, solitamente accade quando in ufficio ricevo gli aggiornamenti dei feed che ho sottoscritto, soprattutto quelli del blog di Zdnet o di Wired. Il tempo per leggere questi post non c'è in ufficio e oltretutto non sarebbe neppure corretto farlo. In una situazione normale basterebbe inviarsi il link dell'articolo alla casella personale o bookmarkarlo su un servizio tipo Digg o Delicious per poterlo leggere a casa in tranquillità, ma nelle condizioni in cui sono io non è possibile. Questo mi costringe a stampare l'articolo sprecando carta e tempo. In definitiva la mancanza di connettività Internet contribuisce allo spreco della carta e di conseguenza all'abbattimento delle foreste.
Senza Internet quindi non è vita, come ripeto ormai da anni, tornerò comunque presto sull'argomento.

venerdì 27 marzo 2009

1007 giorni senza banda larga


Il 20 marzo 2009 è stato il 1000esimo giorno senza banda larga! L'obiettivo è quello di raggiungere i 2000 senza nemmeno accorgersene. Grazie Telecom Italia, grazie amministrazione comunale.

mercoledì 25 marzo 2009

Ping google a 2794 millisecondi


Con la usb internet da casa, credo che sia inutile aggiungere altro. Grazie amministrazione comunale, grazie Telecom Italia, grazie operatori mobili.

domenica 22 marzo 2009

Dove vanno i miei soldi


Quello nella foto è una specie di monumento celebrativo per il centicinquantesimo anniversario della prima corsa di cavalli svoltasi a Faella. Le tradizioni sono sicuramente una tra le cose più significative nella storia delle piccole località, celebrarle con una bruttura del genere, costata sicuramente diversi soldi, è però una delle ennesime prese di giro che i cittadini subiscono dalle amminastrazioni comunali, eppure di investimenti nella zona ce ne sarebbero da fare. 150 anni con le corse di cavalli a Faella, tutto il 21esimo secolo senza banda larga.

giovedì 19 marzo 2009

Il primo errore di Jobs, netbook da Apple, iPhone OS 3.0, il GPhone... e io?


Foto da pasteris.it
Ieri un articolo del Corriere della Sera riportava alcuni "rumors" secondo i quali Apple starebbe tornando sui suoi passi riguardo ai netbook, dopo che Steve Jobs li ha definiti junks, spazzatura. Scalpore per quello che è stato definito il primo errore di Jobs da quando è tornato alla guida di Apple, d'altronde il mercato dei laptop è in calo del 16% mentre quello dei netbook è in netta crescita. Due giorni fa è stato anche presentato il nuovo sistema operativo di iPhone, l'iPhone OS 3.0 e oggi è stato il giorno del GPhone in Italia, il primo modello di telefono commercializzato in Italia che supporta Android, il sistema operativo di Google per i cellulari. Il punto è che nemmeno stavolta potrò beneficiare di questi nuovi gadget tecnologici: la mancanza di segnale UMTS nella zona di Faella rende impossibile l'utilizzo dell'iPhone o del GPhone, allo stesso tempo è inutile anche dotarsi di un netbook, utilizzarlo nella mia zona con una Internet Key comporta gli stessi problemi legati ai due dispositivi precedenti. Ancora grazie a Telecom Italia, H3G, Wind e Vodafone, grazie a tutti quelli che non si sono mossi di un millimetro per risolvere questa situazione.

mercoledì 18 marzo 2009

Brutta aria per Internet


Copio-incollo un messaggio che mi è arrivato dal gruppo Facebook di Wired:

"Tira una brutta aria su internet in Italia. Invece di parlarne come una opportunità se ne parla come di un pericolo e sono in vista leggi sbagliate e dannose. Vorremmo aprire una discussione serena e profonda, che serva a mettere l'Italia in condizione di sfruttare meglio questa risorsa. Intanto, il primo appuntamento è lunedì 23 marzo a Milano, alle 18. All'Innovation Forum (fieramilanocity) ci sarà un happening con Chris Anderson in videoconferenza da San Francisco. E noi sul palco. Siete tutti invitati. Anzi, richiesti."

Non solo è frenato lo sviluppo della banda larga, adesso anche lo sviluppo stesso di Internet sembra in pericolo. Altro che Italia "digitalmente divisa", diventerà "digitalmente inesistente".

martedì 17 marzo 2009

L'isola di LOST


Nell'ultimo episodio della quarta stagione l'isola di Lost (seguitissima serie Tv americana) sparisce, come se fosse stata teletrasportata.
Per trovarla a me non è servito molto: a Faella stamani 17 marzo alle 8 c'era ancora un filo di ghiaccio sulle auto parcheggiate, ma cosa più sorprendente la banda larga non era ancora arrivata, tanto meno la copertura UMTS.
Vivo in un luogo dove non è possibile comunicare con il resto del mondo, gli autori di Lost potrebbero benissimo ambientare una puntata della serie a Faella senza nemmeno inventare troppi misteri particolari.

sabato 14 marzo 2009

Digitalmente diviso


Quando mi è venuta l'idea di creare questo blog ero animato solamente dalla rabbia verso Telecom Italia e verso il comune di Pian di Scò, entrambi completamente disinteressati alla mancanza di copertura adsl nella zona in cui abito (Faella). È ancora così, ma adesso c'è dell'altro: il "digital divide" o come mi piace definirlo adesso "lo stato di digitalmente diviso" non è più solamente la mancanza di banda larga nel mio paese, ma un malessere generalizzato per tutto quello che riguarda le nuove tecnologie e che non interessa solo Faella. Innanzi tutto il mondo dell'IT italiano: ridotto alla stregua di segretariato e/o help desk, al soldo di personaggi dalla dubbia competenza e attanagliati da un complesso di inferiorità nei confronti delle persone che lavorano in quel mondo; le istituzioni italiane: completamente disinteressate alla crescita delle nuove tecnologie e a dare la possibilità a tutti di poterne usufruire.
Questi sono solo 2 esempi, i primi che mi sono venuti in mente, è chiaro che è difficile aspettarsi di meglio da un paese dove Marco Carta vince il festival di Sanremo, ovvero una manifestazione che non dovrebbe più esistere, o dove il comune (di Pian di Scò) invia verbale e multa di 218 euro per un passo carrabile inutilizzato da 40 anni.
Non scrivevo da tempo sul blog, adesso mi trovo a postare dal mio Blackberry, visto che Google me ne dà la possibiltà, riversando in queste righe un pò, ma solo un pò, di quella rabbia che da troppo tempo ho nei confronti di questi aspetti della nostra società, società che non vorrei fosse più la mia società.

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