mercoledì 22 luglio 2009

Ritorno economico


Stamani sul treno ho avuto una piacevole conversazione con un dipendente Telecom Italia! Ho chiesto quale è il criterio per cui alcune zone sono ancora scoperte dal servizio Adsl, la spiegazione non è del tutto scontata come pensavo: dal 1990 in poi l'ex-SIP, ai tempi ancora al 100% di proprietà dello stato italiano, ha iniziato a stendere le fibre per migliorare la qualità della rete partendo ovviamente dai centri abitati più grandi, questo portava ritorno economico nelle casse di Sip e quindi dello stato da chi sfruttava nuovi servizi, questo nonostante i costi di innovazione; il giocattolo si è rotto al momento della privatizzazione, quando sono subentrate logiche diverse e orientate al profitto, se prima coprire una zona rurale costava 10 e tornava anche solo uno 0,1 non c'erano difficoltà, il fondo perduto era tutto a carico dello stato, adesso non più ovviamente. Quello che sta accadendo adesso invece è questo: in alcuni casi le istituzioni insieme a Telecom si dividono i costi di installazione se c'è la volontà da parte di enti appunto come province, comuni e regioni (immagino in base anche a certe mazzette) oppure si attendono le mosse del governo che sembra abbia stanziato una quantità di soldi notevole per abbattere il digital divide. La questione è tecnica, la rame delle vecchie linee non supporta velocità e decenti e il wifi non offre servizi paragonabili al cavo, quindi... Sindaco caccia li soldi e portaci fuori dal medioevo!!

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